Roma (NEV) – 29 aprile 2026 – “È il terzo anno che la nostra campagna si basa sulla volontà di uscire dai luoghi comuni, perché ci siamo resi conto che la società civile e le persone sono schiacciate dall’indifferenza. Ormai siamo talmente subissati da cattive notizie e comportamenti negativi che nulla sembra più stupirci o sconvolgerci”.
Queste le parole di Manuela Vinay, responsabile dell’ufficio Otto per mille della chiesa valdese – Unione delle chiese metodiste e valdesi, nel raccontare la nuova campagna di comunicazione.
Andare oltre i luoghi comuni e scegliere di vedere davvero
È questo il cuore della nuova campagna, che invita a mettere in discussione stereotipi ancora profondamente radicati. Un messaggio semplice, ma potente: non farsi portatori acritici di frasi fatte e scegliere consapevolmente di guardare oltre.
“Alla base di questo appiattimento mentale echeggia l’odio per gli indifferenti”, osserva Manuela Vinay.
Un richiamo alla celebre riflessione di Antonio Gramsci pubblicata su “La città futura” nel 1917, in cui definiva l’indifferenza come “la materia bruta che strozza l’intelligenza, il peso morto della storia”.
“Il punto è interrogarsi. Se riusciamo ad andare oltre pregiudizi e preconcetti, allora vediamo le persone per quello che sono e non per quello che crediamo rappresentino nel nostro immaginario”, aggiunge Vinay. “In quanto credenti, come testimoni della fede, volevamo trasmettere un messaggio che potesse risvegliare le coscienze e stimolare una reazione”.
Ogni anno, la Tavola valdese lavora al messaggio che la Chiesa intende trasmettere, affidandone poi la realizzazione a Collettivo Freeco.
Lo spot, i manifesti e le sfide della comunicazione
Tre manifesti porteranno la campagna in molte città italiane, mostrando i protagonisti mentre cancellano simbolicamente i luoghi comuni, lasciando spazio alla scoperta di una verità più autentica e profonda. Lo spot video, che Freeco ha realizzato con Arca Studios, punta a rompere gli schemi e a mettere in discussione ciò che sembra scontato.
“Trenta secondi sono pochi per dire tutto, ma volevamo dare un volto e una fisionomia alle persone, per evitare di etichettare chi trattiamo con disinteresse”, spiega Vinay.
Manifesti e video mostrano un detenuto che apre un libro, un immigrato che riceve un elmetto da capocantiere e Andrea, un addetto alle vendite che si prepara prima di andare al lavoro.
“Vogliamo incoraggiare le persone ad assumersi il rischio di vedere al di là delle apparenze”- afferma Alessandra Trotta, moderatora della Tavola Valdese, organo di governo nazionale dell’Unione delle chiese valdesi e metodiste -, “perché dietro ogni luogo comune c’è una realtà più complessa che merita di essere ascoltata e compresa”.
Nel 2026 la Chiesa Valdese affronta temi cruciali e ambiti in cui è impegnata quotidianamente: il miglioramento delle condizioni carcerarie, l’inclusione delle persone con background migratorio e la libertà di vivere libere e liberi dalle discriminazioni.
L’appuntamento torinese
La presentazione ufficiale della campagna si terrà lunedì 4 maggio 2026 a Torino, alle ore 11:30, presso l’Auditorium del Polo del ‘900.
Per l’occasione, la formatrice Elena Miglietti dialogherà con lo scrittore e conduttore radiofonico Diego Passoni, interpretando lo spot che sarà poi diffuso su TV, radio, testate giornalistiche e web. La comunicazione sarà inoltre integrata sui social network dai contenuti prodotti da NoStress Media. L’incontro sarà concluso dalla moderatora Alessandra Trotta.
“Insieme ai nostri partner, in Italia e all’estero, continuiamo a promuovere una società fondata sul rispetto e sulla dignità di ogni persona”, si legge nella presentazione della campagna. “È una scelta che nasce da una fede che ci incoraggia a contrastare le feroci narrazioni, sempre più diffuse, che mirano a mettere in competizione i diritti e ad isolare e dividere le persone”.
I dati: responsabilità, trasparenza e approccio laico
Nel 2025 sono state 490.704 le firme a favore della Chiesa Valdese – Unione delle Chiese metodiste e valdesi, grazie alle quali è stato possibile destinare 44.577.138 milioni di euro ad attività sociali in tutto il mondo.
In un contesto dove oltre il 50% dei cittadini non esprime alcuna preferenza, la scelta dei firmatari è guidata da trasparenza, responsabilità e approccio laico.
L’Otto per mille valdese finanzia progetti di natura sociale, culturale, ambientale e sanitaria in Italia e nel resto del mondo. Ogni anno viene pubblicato un resoconto dettagliato che riporta il nome dell’ente, il titolo del progetto, l’area di intervento e l’importo destinato.
In Italia sono stati sostenuti oltre 1.000 i progetti, finalizzati al miglioramento delle condizioni di vita di soggetti affetti da disabilità fisica e mentale, promozione del benessere e della crescita di minori, attività culturali, interventi sanitari e di tutela della salute, accoglienza e inclusione di rifugiati e migranti, contrasto alla violenza di genere e molto altro ancora.
Per quanto riguarda l’estero, la maggior parte degli interventi attivati si è concentrata in Africa, Medio Oriente e America Latina, con oltre 400 progetti.
L’attenzione posta alla selezione dei progetti è scrupolosa: i finanziamenti non intendono concorrere con i servizi che lo Stato dovrebbe fornire, ma operare in un’ottica di complementarietà.
Questa trasparenza riflette il tema della responsabilità del singolo all’interno della società. L’impatto generato dall’individuo consapevole si manifesta nella testimonianza di una fede che passa attraverso un approccio laico, capace di dialogare con chiunque.
“Non viviamo la fede come una verità assoluta da diffondere in quanto tale. Avere un approccio laico significa vivere ponendosi all’ascolto in tutte le situazioni, nel rispetto del luogo e delle persone”, spiega Manuela Vinay.
I volti dietro i numeri
Dietro ogni iniziativa ci sono persone che dedicano volontariamente le proprie energie alle cause in cui credono.
“Si allarga sempre più la platea di pastori e comunità che entrano in contatto diretto con le realtà coinvolte nei progetti”, conclude Vinay. “Ciò che emerge è un bisogno di esprimere qualcosa che va oltre la gratitudine per il contributo economico, ma tocca la fiducia riposta nelle cause portate avanti da diverse realtà che intendono condividere anche dei valori. Le persone ringraziano perché abbiamo creduto in loro, nei loro progetti e in ciò che intendono realizzare”.
Un modo diverso di coniugare volontà, desiderio e responsabilità sembra dunque essere possibile, in un mondo in cui l’impegno parte da ciascuna e ciascuno di noi.
Tutti i dati sulle attività finanziate dalla Chiesa Evangelica Valdese – Unione delle chiese metodiste e valdesi attraverso i fondi Otto per Mille sono disponibili sul sito www.ottopermillevaldese.org
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Un invito a conoscerci da vicino: una sezione che sinteticamente definisce il modo di intendere il cristianesimo da parte dei protestanti e dei valdesi in particolare, per comprendere i punti d’incontro così come quelli distintivi della nostra confessione rispetto alla dottrina cattolica.
Per i valdesi al centro della fede cristiana vi è la lettura e il confronto con la Sacra Scrittura, ecco perché la predicazione è un momento molto importante del nostro culto.
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