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05 Feb 2012

La dinamica della fede: da Atene anno 50, a Torino anno 1848, a...oggi

Una riflessione del pastore Giuseppe Platone sull'evangelizzazione e i valdesi

Sembra di vederlo Paolo, sulla piazza dell’Areòpago di Atene dove uomini di studio e di cultura l’hanno trascinato ad un confronto: “Possiamo dunque sapere qual’è questa nuova dottrina predicata da te?” (Atti degli Apostoli, vs.19).  Presentare la fede cristiana, nel coacervo indistinto delle filosofie e dei sentimenti religiosi antichi, era un gran bella sfida! Come se la cavò Paolo? Il risultato - se misurato in termini di conversioni - fu piuttosto magro. Dopo la sua predicazione pubblica pochi aderirono alle cose che diceva e divennero credenti: “fra questi anche Dionigi membro dell’Aereopago, una donna di nome Damaris e altri con loro” (vs.34). Così ad Atene in quel pomeriggio dell’anno 50 dell’era volgare, sulla pubblica piazza, nasce una piccola comunità cristiana. Nessuno in “quel piccolo gregge” poteva immaginare quanto lunga e rischiosa fosse la strada che avevano intrapreso. Nel momento in cui Paolo accetta di misurarsi con le idee, la cultura del suo tempo, scocca l’ora dell’evangelizzazione. Da questa sfida l’apostolo esce con le ossa rotte. Ma un risultato, tanto piccolo quanto prezioso, l’aveva comunque portato a casa.

Come dire che se non cominci mai, se non entri in dialogo, se non ti confronti non succederà mai nulla. Alcuni commentatori valutano l’episodio dell’Areòpago un fiasco, un parlarsi tra sordi. Paolo prende sul serio la religiosità dell’altro, la ricerca di dio o di senso. Non liquida, non demonizza i suoi interlocutori. Parlando il loro stesso linguaggio prova a condurre l’uditorio su un terreno diverso. Paolo s’inserisce nel dibattito culturale del suo tempo portandovi un suo contributo. Lo fa mosso da un energia interna che gli fa dire: “Guai a me se non evangelizzo” (I Cor.9,16). È’ convinto che il messaggio di Cristo crocifisso e risorto non possa stare al chiuso ma debba risuonare all’aperto. In Dio il credente scopre una dinamica che lo spinge ad andare avanti. La vita di fede non può essere statica, vive di movimento.

La stessa dinamica, di una fede che cerca il confronto, fu presente anche in quella lontana stagione storica che ricordiamo ogni anno nell’anniversario delle “lettere patenti” del 17 febbraio del 1848. Oltre un secolo e mezzo fa, ai valdesi (e agli ebrei) fu concesso di fare un primo passo verso la libertà (NdR in termini di diritti civili, fino ad allora negati ai cittadini di religione non cattolica).

Quell’uscire dal ghetto alpino trovò un grande interprete che seppe orientare il movimento: l'inglese Charles Beckwith, amico e benefattore dei valdesi (ricorre quest’anno il 150° anniversario della morte) che indicò loro come muoversi: “O sarete evangelizzatori o sarete nulla”. E l’accento era posto sul nulla! La sfida, in quel lontano febbraio del 1848, fu accolta. I valdesi si mossero in Italia con una proposta chiara. La stessa di quegli altri valdesi che, poco tempo dopo il 1848, emigrarono dalle loro Valli ridotte in povertà nell’Uruguay ed in Argentina. La loro proposta, di qua e di là dall’Oceano, era duplice: "il Tempio e la Scuola". Oggi quel binomio potremmo tradurlo così: "la fede e la cultura".

Come nel lontano 1848 il confronto rimane una nostra ragione di sopravvivenza. O riusciamo a dialogare in questo Paese, portandovi l’annuncio dell’evangelo come proposta di una di vita di fede autentica e forte, o esauriremo le forze girando su noi stessi. L’evangelizzazione è movimento nell’ascolto, nel confronto e annuncio verso l'esterno: se verrà a mancare, per noi non ci sarà futuro. Aveva ragione il Beckwith che la ragione del nostro vivere come chiese è essere in mezzo al travaglio del nostro Paese, nell’ascolto dei suoi problemi e nel desiderio di dare e ricevere contributi preziosi. Esserci insomma: nessuno può sostituirci in questo movimento individuale a cui il Signore invita ciascuno di noi.

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La prossima data dello sportello gratuito per il REGISTRO DEI TESTAMENTI BIOLOGICI  è giovedì 16 febbraio, dalle 18  alle 19 con entrata dalla Libreria Claudiana, accanto al tempio valdese. 

Per tutte le informazioni andare al link "registro dei testamenti biologici" in questa pagina (in alto a sinistra), o scrivere a media@milanovaldese.it

Per informazioni sull'otto per mille alle chiese valdesi e metodiste (nemmeno un euro al culto, 100% ad attività sociali, umanitarie e culturali): www.ottopermillevaldese.org